Cos'è la donazione di sangue

Perché donare sangue

Sintesi della legge 4 maggio 1990, n. 107

Cos'è il sangue e i suoi emocomponenti

Chi può donare sangue

Quanti tipi di donazione di sangue esistono

Cos'è una unità di sangue

Si possono contrarre malattie o infezioni donando sangue

Come ci si deve presentare alla donazione

Come avviene la donazione di sangue intero

Dopo la donazione

Con quale frequenza si può donare sangue intero

Quali sono i rischi della donazione di sangue

Perché per donare sangue si deve compilare un questionario e fare una visita medica

Cos'è il Consenso Informato

Cos'è l'emoglobina

Cosa succede se qualche esame del Donatore risulta alterato o positivo

Cosa si intende per esclusione dalla donazione

Cos'è la donazione mediante aferesi

Con quale frequenza si può donare mediante aferesi

Quali sono i requisiti per la donazione mediante aferesi

Qual è l'uso degli emoderivati

Qual è il rischio per chi riceve una trasfusione

Cos'è la donazione di sangue midollare

Nota informativa sull'aids e le malattie virali trasmissibili con il sangue

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Cos'è la donazione di sangue?

La donazione, nella sua accezione più ampia e generica del termine, è un atto di liberalità mediante il quale taluno si spoglia volontariamente di un bene che gli appartiene per conferirlo gratuitamente ad altri. La donazione di sangue o di emoderivati è volontaria e gratuita e deve essere soprattutto consapevole e responsabile.

La donazione di sangue e suoi derivati è regolata dalla legge 4 maggio 1990, n. 107

In questo spazio web offriamo al donatore e a chi aspira donare il proprio sangue, le informazioni essenziali per un atto consapevole e sicuro per chi riceve e per se stesso.

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Perché donare sangue?

I Servizi Trasfusionali in collaborazione con Fratres ed altre associazioni di Donatori di Sangue raccolgono oltre 20.000 unità di sangue, distribuiscono circa 33.000 unità di emocomponenti l'anno ai pazienti dei propri Ospedali (Nuovo Ospedale S.Giovanni di Dio, Santa Maria Nuova, Santa Maria Annunziata, Serristori e Borgo San Lorenzo) e collaborano alla realizzazione dell'autosufficienza dell'area metropolitana e di tutta la regione. Tuttavia gli sforzi non sono mai abbastanza, perché vi sono comunque momenti di difficoltà per l'approvvigionamento di sangue ed emoderivati, senza contare che le necessità trasfusionali crescono del 5% ogni anno.

Gli anziani con ridotta produzione di globuli rossi, i pazienti sottoposti a chemioterapie e a interventi chirurgici importanti, i portatori di anemie e altre malattie congenite del sangue (talassemia, emofilia), i traumatizzati e coloro che sono sottoposti a trapianto di organi o di midollo sono alcuni dei casi per i quali quotidianamente c'è bisogno di sangue.

Nonostante la grande generosità di chi già dona non sempre si riesce a far fronte alla richiesta di sangue.

Per questo è preziosa la collaborazione di tutti nel continuare a donare e a reclutare nuovi donatori.

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Sintesi della legge 4 maggio 1990, n. 107

Art. 3, comma l --- Per donazione di sangue e di emocomponenti si intende l'offerta volontaria e gratuita di sangue intero, plasma, piastrine, leucociti, previo Consenso Informato e verifica della idoneità fisica del donatore.

Art. 3, comma 4 --- L'accertamento della idoneità del donatore viene eseguito da un medico, previa esecuzione di visita medica completa di anamnesi, esame obiettivo ed accertamenti laboratoristici, secondo i protocolli emanati con decreto del Ministro della Sanità.

Art. 3, comma 3 --- Il prelievo di sangue intero e plasma viene eseguito su persone consenzienti di età non inferiore a diciotto anni. Il prelievo di piastrine e leucociti mediante emaferesi possono essere eseguiti anche su soggetti di età inferiore a diciotto anni, previo consenso degli esercenti la potestà dei genitori, o del tutore o del giudice tutelare.

Art. 3, comma 5 --- Il prelievo di sangue intero è eseguito da un medico, o sotto la sua responsabilità, ed in sua presenza, da un infermiere professionale.

Art. 2, comma 1 --- Sono riconosciuti la funzione civica e sociale ed i valori umani e solidaristici che si esprimono nella donazione volontaria e gratuita del sangue o dei suoi componenti.

Art. 2, comma 2 --- Le Associazioni dei Donatori Volontari di Sangue e le relative federazioni concorrono ai fini istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale concernenti la promozione e lo sviluppo della donazione di sangue e la tutela dei donatori.

Art. 1, comma 5 --- I costi di raccolta, frazionamento, conservazione e distribuzione del sangue umano e dei suoi derivati sono a carico del Fondo Sanitario Nazionale.

Art. 17 --- Chiunque preleva, procura, raccoglie, conserva o distribuisce sangue umano, o produce e mette in commercio derivati del sangue umano in violazione delle norme di legge o per fini di lucro, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni e la multa da lire quattrocentomila a lire venti milioni. Se il colpevole è persona che esercita la professione sanitaria, alla condanna segue l'interdizione dall'esercizio della professione per un periodo non inferiore a due anni. L'autorità sanitaria locale dispone la chiusura della struttura non autorizzata. Chiunque cede il proprio sangue o suoi derivati a fini di lucro è punito con l'ammenda da lire trecentomila a lire tremilioni.

Art. 1, comma 4 --- La distribuzione del sangue e suoi derivati è gratuita al ricevente ed esclude addebiti accessori ed oneri fiscali.

Art. 15, comma 1 e 3 --- L'importazione e l'esportazione del sangue umano conservato e dei suoi derivati per uso terapeutico, profilattico e diagnostico, sono autorizzate dal Ministro della Sanità, secondo le modalità stabilite con apposito decreto ed è consentita a condizione che su tutti i lotti e sui relativi donatori sia possibile documentare la negatività dei controlli per la ricerca di antigeni ed anticorpi di agenti infettivi lesivi della salute del paziente ricevente.

Art. 1, comma 7 --- In ciascuna regione è istituito, secondo le indicazioni fissate con decreto del Ministro della Sanità, il Registro del Sangue. I servizi di Immunoematologia e Trasfusione che svolgono le funzioni di Centro Regionale di Coordinamento e Compensazione trasmettono al Ministero della Sanità i dati relativi alla loro attività.

Art. 8, comma 1 e 2 --- I Centri Regionali di Coordinamento e Compensazione assicurano il raggiungimento dell'autosufficienza di sangue ed emoderivati all'interno di ogni regione. Essi hanno i seguenti compiti:
- coordinare le attività dei servizi di immunoematologia e trasfusione della regione, favorendo la collaborazione delle associazioni e federazioni dei donatori volontari di sangue;
- collaborare con le strutture sanitarie per disporre di una scorta di sangue, di emocomponenti e di emoderivati per le urgenze e le emergenze sanitarie, nonché per gli interventi in caso di calamità;
- conservare una banca di emocomponenti congelati appartenenti a donatori di gruppi rari o non frequenti, in collegamento attivo con l'Istituto Superiore di Sanità;
- inviare il plasma alle aziende produttrici di emoderivati e distribuire gli emoderivati ottenuti ai presidi ospedalieri della regione;
- cedere il sangue umano e gli emocomponenti alle imprese produttrici di emodiagnostici secondo convenzioni stipulate dalle regioni, in conformità allo schema tipo predisposto dal Ministro della Sanità.

Art. 8 - Comma 4. Il compito di coordinare a livello nazionale l'attività dei Centri Regionali di Coordinamento e Compensazione e di favorire l'autosufficienza nazionale di sangue e di emoderivati è svolto dall'Istituto Superiore di Sanità, in attuazione delle normative tecniche emanate dal Ministro della Sanità.

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Cos'è il sangue e i suoi emocomponenti?

Il sangue è un particolare tessuto allo stato liquido che svolge la funzione di vettore per il trasporto di ossigeno e di altre sostanze e componenti ai tessuti e agli apparati che formano il nostro corpo.

Il sangue è formato principalmente dai seguenti emocomponenti ( emo significa sangue ):
- globuli rossi, necessari al trasporto dell'ossigeno agli organi e ai tessuti;
- piastrine, che servono a favorire l'arresto delle emorragie;
- plasma, che contiene soprattutto albumina, fattori della coagulazione e immunoglobuline;
- globuli bianchi, indispensabili nelle difese dell'organismo.

Il sangue, una volta raccolto e arrivato in laboratorio, se necessario, viene separato negli emocomponenti che lo costituiscono.

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Chi può donare sangue?

Il donatore è una persona sana, dal peso minimo di 50 Kg e di età non inferiore ai 18 anni. Non è affetto da malattie trasmissibili col sangue (in particolare, epatite B/C e AIDS) e non ha comportamenti a rischio a loro riguardo. Accurati controlli medici garantiscono il possesso di tali requisiti.

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Quanti tipi di donazione di sangue esistono?

- Donazione di sangue intero. È la "classica" donazione di sangue. Al donatore vengono prelevati 400-450 ml di sangue a seconda dello stato fisico e delle condizioni di salute del donatore. A seconda delle necessità verrà impiegato come tale (trasfusioni di sangue intero) o separato in emocomponenti.

- Donazione di emocomponenti mediante aferesi. L'aferesi viene eseguita con apparecchi detti "separatori cellulari" e ha lo scopo di raccogliere dal donatore selettivamente uno o più emocomponenti. Si può arrivare a ottenere un concentrato di globuli rossi, un'unità di plasma, un concentrato di piastrine, con i quali sarà attuata la "trasfusione mirata", cioè consona ai vari tipi di malattie.

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Cos'è una unità di sangue?

Una unità di sangue è costituita da circa 400-450 ml di sangue intero che viene raccolta durante una singola donazione di sangue. I soggetti sani hanno circa 5-6 litri di sangue e possono con tutta sicurezza e senza rischi perderne una tale quantità, pari a meno del 10%. La quantità donata di sangue viene rigenerata dall'organismo nel giro di alcune ore.

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Si possono contrarre malattie o infezioni donando sangue?

No, in quanto tutto il materiale usato per le donazioni è sterile e monouso.

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Come ci si deve presentare alla donazione?

Digiuni, se posso prendere caffè eccc  DOMANDA

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Come avviene la donazione di sangue intero?

Il donatore passa dall'ufficio per l'accettazione (FOTO), dove riceve le informazioni necessarie per il Consenso Informato, riempie un questionario. Successivamente il donatore si sottopone alla determinazione dell'emoglobina (FOTO) e a visita medica (FOTO).

Se dal medico viene ritenuto idoneo, entra in una sala attrezzata per il prelievo (FOTO), dove viene identificato e fatto sdraiare su un lettino. Un sanitario introduce in vena l'ago di una sacca da prelievo sterile e subito etichettata col nome del donatore (FOTO). La sacca è posta su una bilancia per misurare la quantità di sangue raccolta. Il prelievo dura circa 10 minuti e per tutta la sua durata è utile aprire e chiudere alternativamente la mano per favorire il flusso del sangue. Durante il prelievo puoi fare domande, segnalare eventuali malesseri o chiedere di interrompere la donazione.

 

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E dopo la donazione?

Devi rimanere sdraiato per un tempo variabile fra 5 e 10 minuti e comunque non alzarti prima del permesso di un sanitario.

Al termine del prelievo, quando sei ancora disteso, è necessario tenere premuto un tampone sul punto di prelievo a braccio esteso per 2-3 minuti per permettere una buona chiusura della ferita.

Subito dopo la donazione è opportuno assumere dei liquidi e ti consigliamo di prenderne più del tuo solito durante l'intera giornata per dar modo all'organismo di rigenerare sangue con facilità e senza rischio disidratazione. Lasciato il Centro Raccolta potrai usufruirne di un adeguato ristoro (colazione) che ti viene offerto gratuitamente dal gruppo Fratres.

Informa il personale di sala se hai qualche reazione inaspettata ad esempio: nausea, agitazione, senso di vuoto allo stomaco, sudorazione, brividi di freddo, sonnolenza, sensazione di svenimento. Il personale sanitario prenderà le misure necessarie.

Non fumare per almeno 1 ora e mezzo dopo la donazione.

Se hai sensazione di vertigini o svenimento, sdraiati o siediti, ovunque ti trovi. Chiama qualcuno per farti assistere. Se la sensazione di svenimento persiste, ritorna al Centro se possibile, o chiama immediatamente un medico.

Se svolgi lavori o hobby pesanti o pericolosi (ad esempio autista, muratore o lavori su impalcature, subacqueo, rugby, etc), astieniti da queste attività per tutta la giornata della donazione. Non è prudente usare la bici o il motorino nelle 2-3 ore successive alla donazione.

Contatta i medici del Centro se hai qualche problema relativo alla donazione. Ricorda: puoi sempre ricorrere alla auto-esclusione

Se ti ammali nei primi giorni dopo la donazione, contatta il Centro informandolo sulla tua malattia cosicché la tua raccolta ematica possa essere bloccata, qualora fosse ritenuta potenzialmente dannosa per il paziente.

Se, quale dipendente di un'azienda privata o pubblica, usufruisci della giornata di permesso, ti verrà consegnata la certificazione utile per giustificare l'assenza dal lavoro.

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Con quale frequenza si può donare sangue intero?

Gli uomini possono donare 4 volte in un anno, le donne in età fertile 2.

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Quali sono i rischi della donazione di sangue?

Normalmente la donazione di sangue è ben tollerata. Possono verificarsi inconvenienti nella sede della venipuntura, quali piccoli ematomi e, molto raramente, flebiti. Di rado il donatore può accusare vertigini, nausea e sensazione di svenimento, tuttavia quasi sempre su base emotiva.

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Perché per donare sangue si deve compilare un questionario e fare una visita medica?

Per evitare o ridurre la trasmissione di virus ed altre infezioni è necessaria una stretta collaborazione tra il donatore ed il medico trasfusionista. Il donatore, prima della donazione, compilerà un apposito questionario oltre a riferire al medico ogni abitudine di vita o comportamento che sia a rischio di trasmissione di malattie infettive. Il medico aiuterà con domande appropriate la ricerca degli eventi a rischio.

Tutto questo è necessario perché tra il momento in cui si contrae l'infezione e la possibilità di rilevarla con gli esami di laboratorio, intercorre un periodo (da qualche giorno a poche settimane) durante il quale i test per le malattie trasmissibili col sangue possono risultare negativi.

Completa l'indagine un'accurata raccolta della storia sanitaria del donatore, una visita clinica e la determinazione dell'emoglobina che viene effettuata prima della donazione. Questi atti hanno lo scopo di rendere la donazione sicura e senza rischi né per il donatore, né per chi dovrà ricevere il sangue in toto o un suo emoderivato.

Per tutelare la salute dei riceventi è inoltre opportuno che il donatore comunichi tempestivamente al Servizio Trasfusionale eventuali malattie insorte subito dopo la donazione, in particolare febbre, malattie infettive ed epatiti.

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Cos'è il Consenso Informato?

Il Consenso Informato è l'atto con cui il donatore dichiara la sua libera volontà di effettuare la donazione. Il consenso si dice "informato" perché è conseguente ad informazioni che il medico trasfusionista deve fornire al donatore sugli scopi della raccolta, sulle modalità e sui rischi legati alla donazione, rischi per sé (molto limitati) e per chi dovrà ricevere il sangue.

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Cos'è l'emoglobina?

È una proteina che si trova all'interno dei globuli rossi e serve a legare l'ossigeno, consentendo così al sangue di portarlo a tutti gli organi del corpo. I valori minimi richiesti per legge ai donatori al momento della donazione di sangue intero sono di 13,5 g/dl per gli uomini e 12,5 g/dl per le donne; con valori più bassi, è preferibile donare solo plasma e/o piastrine, oppure soprassedere alla donazione. È affidato al medico il compito di valutare caso per caso e prendere la decisione che più tuteli la salute del donatore.

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Cosa succede se qualche esame del Donatore risulta alterato o positivo?

Il donatore sarà richiamato presso il Centro Servizio Trasfusionale ed invitato a ripetere per conferma gli opportuni esami ematici risultati non nei limiti e l'unità raccolta verrà eliminata. Qualora la positività venisse confermata negli ulteriori controlli, il Servizio informerà il donatore in modo riservato e personalizzato.

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Cosa si intende per esclusione dalla donazione?

Ci sono 3 tipologie di esclusione dalla donazione:

- auto-esclusione. In ogni fase della procedura di donazione puoi decidere di ritirarti. Se hai già iniziato a donare, puoi chiedere di interrompere la donazione; se hai completato la donazione puoi chiedere l'eliminazione della sacca con una procedura che tuteli la tua riservatezza rivolgendoti al medico del Servizio Trasfusionale.

- esclusione temporanea. E' la sospensione temporanea del donatore a causa di condizioni di salute o comportamenti che presentano un rischio temporaneo di danno per se stesso o per il ricevente. In questi casi il donatore viene prudenzialmente sospeso dalla donazione per un periodo di tempo determinato.

- esclusione permanente. Sospende definitivamente il donatore a causa di gravi condizioni di salute che non consentano la donazione o che ci sia rischio di trasmissione di malattie infettive o comunque di provocare, con il prelievo, danno al ricevente o al donatore stesso. Il donatore viene dichiarato non idoneo e sospeso definitivamente dalla donazione. La selezione del donatore viene effettuata in base ai criteri medici stabiliti dalla normativa corrente.

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Cos'è la donazione mediante aferesi?

L'aferesi è una tecnica biologica usata appunto anche nei laboratori ematici e consente, mediante “separatori cellulari” la raccolta selettiva di uno specifico emocomponente. Con l'aferesi si può raccogliere plasma (plasmaferesi), piastrine (piastrinoaferesi), globuli rossi (eritroaferesi), globuli bianchi (leucaferesi). È anche possibile raccogliere più emocomponenti contemporaneamente (aferesi multipla).

Una macchina separatrice estrae dal sangue intero l'emocomponente da raccogliere e restituisce immediatamente al donatore la restante parte del sangue.

La raccolta avviene in modo automatico. La macchina è provvista di sensori e sistemi di allarme che garantiscono la sicurezza della procedura. Tutte le parti in cui scorre il sangue non fanno parte direttamente della macchina, bensì si tratta di parti sterili monouso inserite di volta in volta entro la macchina.

Con la plasmaferesi vengono prelevati al donatore circa 500-600 ml di plasma. Alla donazione possono essere ammessi anche soggetti con lieve anemia e portatori del tratto talassemico.

Con la piastrinoaferesi si ottiene un concentrato di piastrine (circa 300 ml) che equivale alla dose contenuta in 5-6 unità di sangue intero.

Aferesi multipla: In una seduta di aferesi vengono prelevati contemporaneamente al donatore due o più emocomponenti: globuli rossi + piastrine, plasma + piastrine, globuli rossi + plasma ecc…

I tempi di donazione sono variabili: una plasmaferesi richiede dai 25 ai 40 minuti; una piastrinoaferesi 30-50 minuti. A causa dei tempi più lunghi la procedura di solito avviene in modo programmato telefonando alle segreterie dei servizi. Si ricorda che i Servizi Trasfusionali sono aperti per le donazioni di plasma anche alcuni pomeriggi e la domenica.

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Con quale frequenza si può donare mediante aferesi?

Il plasma e le piastrine normalmente vengono rigenerati rapidamente; pertanto l'intervallo minimo tra due aferesi è di quattordici giorni.

In un anno non possono essere effettuate più di 6 piastrinoaferesi o raccolti più di 10 litri di plasma equivalenti a 15 plasmaferesi. I donatori di emoderivati possono donare anche sangue intero; si deve tuttavia aspettare almeno 14 giorni tra una donazione mediante aferesi ed una di sangue intero. E almeno 30 giorni tra una donazione di sangue intero ed una mediante aferesi.

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Quali sono i requisiti per la donazione mediante aferesi?

I requisiti generali per l'aferesi sono simili a quelli per la donazione di sangue intero. Età compresa tra 18 e 60 anni; proteinemia non inferiore a 6 g/dl; conta piastrinica non inferiore a 150.000; non aver assunto aspirina o farmaci simili nei sette giorni precedenti la donazione di piastrine. La plasmaferesi è particolarmente consigliata a donatori con valori ridotti di emoglobina e di gruppi sanguigni particolari quali AB (donatori universali di plasma).

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Qual è l'uso degli emoderivati?

Il plasma è prevalentemente destinato al trattamento dei pazienti con difetti dei fattori della coagulazione. Quasi tutto il plasma raccolto viene inviato all'industria per la produzione dei farmaci emoderivati (fattori della coagulazione, immunoglobuline, albumina). La restante parte di plasma viene adoperato per uso clinico in ospedale. Le piastrine e i leucociti sono necessarie per i pazienti in chemioterapia o con gravi malattie del sangue, sottoposti a trapianto di midollo o altri trapianti.

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Qual è il rischio per chi riceve una trasfusione?

II rischio di contrarre l'AIDS e le epatiti B e C attraverso la trasfusione di sangue ed emocomponenti è estremamente ridotto da quando sono stati introdotti i test per la ricerca dei markers virali specifici. Inoltre nei donatori abituali si riscontrano ogni anno mediamente 6 donatori positivi per epatite B e 5 per epatite C su circa 14.000 donatori e un solo donatore negli ultimi 10 anni è stato trovato positivo per HIV. Questi ottimi risultati sono il frutto di un'attenta selezione del donatore e che richiede la collaborazione del donatore stesso.

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Cos'è la donazione di sangue midollare?

Si tratta di una donazione in vista del trapianto del midollo osseo da un soggetto sano ad uno ammalato di leucemia, talassemia, aplasia midollare ecc…. Il donatore, in questo caso, deve possedere il sistema HLA identico a quello del malato. La possibilità statistica dell'identità è molto bassa: uno a 200-300.000. Perciò è importantissimo che negli appositi Registri Nazionali e Regionali siano iscritti molti donatori: così si innalzano le possibilità di identificare donatori compatibili.

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Nota informativa sull'aids e le malattie virali trasmissibili con il sangue

Caro donatore, in questa nota sono riportate informazioni sulle malattie trasmissibili con il sangue (epatite B, epatite C, AIDS, altre epatiti, etc…) che possono aiutarti a capire se puoi donare il tuo sangue o se sei potenzialmente un soggetto a rischio.

Se in coscienza ritieni di essere in una delle condizioni a rischio riportate di seguito, rispondendo "SI" anche ad una sola delle domande, non donare il tuo sangue.
Se hai qualche dubbio, parlane serenamente col medico del Servizio Trasfusionale al momento della visita medica. Il colloquio sarà strettamente riservato.

Valutazione delle condizioni a rischio:
hai l'AIDS o hai mai avuto un test positivo per HIV/AIDS ?
hai o hai avuto epatite o ittero, sifilide, blenorragia?
hai o hai avuto un test positivo per epatite B, epatite C, altre epatiti, sifilide?
hai mai avuto rapporti sessuali con persone affette da AIDS, epatite, sifìlide o positive al test per AIDS, epatite B, epatite C, sifilide?
hai mai fatto uso di droghe per via endovenosa?
hai mai usato siringhe in comune con altri soggetti?
hai avuto rapporti non protetti con partners sconosciuti?
hai mai avuto negli ultimi dodici mesi rapporti sessuali con persone che hanno fatto uso di droga?
hai mai contratto sifilide o gonorrea, o sei stato curato per sifilide o gonorrea negli ultimi dodici mesi?
vivi insieme a persone infette da epatiti, aids o altre malattie infettive?

Segni e sintomi di infezioni da HIV/AIDS.
Beninteso che questi sintomi non sono esclusivamente specifici per AIDS, potrebbero invece esserlo di altre malattie anche banali.
• febbre di natura non definita da oltre dieci giorni
• perdita di peso di oltre cinque chili, non dovuta a riduzione di dieta o terapia dimagrante
• tumefazioni o noduli sulla pelle o in bocca, specie se di coler rosso-porpora
• linfonodi ingrossati da più di un mese
• lesioni cutanee arrossate persistentemente o ulcerate
• macchie bianche o ulcerazioni in bocca
• diarrea persistente
• disturbi respiratori persistenti o respiro corto
• tosse persistente
• sudorazione notturna

È possibile fare il test per l'AIDS in modo anonimo e gratuito, ricordalo!

Sintomi e segni di epatite.
Spesso una epatite virale si manifesta senza sintomi e segni di malattie e viene occasionalmente scoperta durante indagini di laboratorio eseguite per altri motivi.
Quando presenti, i segni e sintomi iniziali sono elementi spesso non specifici:
• disappetenza
• nausea
• affaticamento
• debolezza
• cefalea
Segno specifico di malattia epatica è l'ittero che si manifesta con una colorazione giallastra delle sclere e della cute, ed è spesso accompagnato da urine color marsala. In questa fase le transaminasi sono elevate.

Sia l'AIDS che le epatiti hanno un periodo di incubazione tra il contagio e la comparsa dei sintomi.
Durante questo periodo i test di laboratorio possono non essere in grado di dimostrare l'infezione (fase finestra). E' per questo motivo che, in caso di dubbio, il donatore viene sospeso dalle donazioni per un anno.